Manca un finale
Cosa spinge una donna a postare foto di altre donne con abiti scollati, biancheria intima, calze, giarrettiere, in quelle posizioni carponi, poggiate alla parete, le gambe aperte, il dito tra i denti, le labbra umide, una mano nelle mutandine, i capelli davanti la faccia, la figa bagnata sott’intesa che il pelo non ce lo fate mai vedere se non a patto di compromessi ed impegni che ci estirpate con la forza. No no no, non siamo noi dei bugiardi, noi vorremmo solamente scopare, ma non nel senso volgare di “se famo na pelle”, no, ma come risposta agli stimoli erotici indirizzateci da voi altre e che ci spinge a mentire e fare promesse che non manterremo mai, com per esempio “amarvi per tutta la vita”
Tutta la vita, 70 anni per Dante, 80 per le medie statistiche occidentali, 90 se seguite i consigli dell’esperto, 100 se vi fate i cazzi vostri secondo le tradizioni popolari, forse alla fin fine sempre e comunque troppi per pensare di passarli con una sola donna, uomo, compagno. Come fai a restringere il campo dell’immaginario erotico ad una sola faccia. Quelle mutandine trasparenti nere, come starebbero bene a quella di fianco a me, il culo che ha, sbirciato mentre entrava in metro, con aria disinvolta, il mio cazzo che preme nelle mutande. Ed i tacchi, neri, conosco donne o come vorrei vederle con quelle scarpe indosso. Chiuderei gli occhi volentieri e mi farei una sega, se solo non ci fossero una decina di telecamere di sicurezza a spiarmi.
Cosa spinge, allora, una donna a pubblicare tutto ciò? Forse un senso di estetica, un voler farsi immaginare così, guarda questa foto e pensami così, così ti aspetterò a casa, quando tornerai e no non è vero, quando tornerò avrò un sacco di pensieri nella testa, tutti o quasi rivolti alla vicina di casa, mentre tu starai postando quella roba, annoiata sul divano di casa nostra.
Cosa vi spinge a postare foto di donne nude e noi, così ingenui nonostante i ripetuti divorzi e le convivenze finite al cesso per un messaggio non cancellato in tempo, dicevo, a noi cosa ci spinge a pensarvi proprio così: allungate sopra il divano di casa, un paio di mutandine rosse trasparenti, le parigine, l’anello alla vulva ed il thé verde nella tazza di terra cotta, mentre un soffio di vento entra attraverso il balcone lasciato aperto, vista mare tropicale e sfoglia le pagine del Devoto-Oli, lasciato sbadatamente aperto sopra il tavolino basso, tra 4 candele bianche, lo schermo piatto che trasmette Fight Club, mentre voi leggete Anna Karnina per l’ottava volta, sottolineando i passi più importanti con il mascara?