Ti amerò lo stesso

Sabato notte, due tipe ballano accanto alla console del Dj. La gran figa, pettinatura anni ‘30, con il rossetto rosso e la pelle bianca, è accerchiata da diversi maschi alpha. L’amica sua intellettualoide, invece, è sola in un angolo, mentre fissa il bicchiere quasi vuoto, chiedendosi se valga la pena continuare a bere e darsi, così, un’altro giro d’orologio.

Mi avvicino a lei e gentilmente le sussurro: “È difficile uscire con l’amica fregna e tutti i maschi intorno a lei, mentre te, alle 3.45 del mattino, sei ancora da sola con il tuo bicchiere vuoto e la certezza che questa notte non andrai oltre il cesso sbronzo”. Mi fissa per un attimo, mi dice brevemente “du Arsch” (sei uno stronzo, anche se in quel contesto gli ho dato più una sfumatura del tipo “sei una vera merda”) e va via.

Dev’essere stata una di quelle rare donne a cui non piacciono gli uomini sinceri.