Sei come la mia moto

Jovanotti intervista Saviano

Jova: “Eh, Bono fa effetto!”
Saviano: “Eh, ma perché ha deciso di usare la sua arte, che in genere ai puristi non piace questa cosa. L’arte non ha scopo…”

Bono, in effetti, non è un cantante che lavora per le multinazionali. Bono Vox, è una multinazionale.

Ma il punto interessante è racchiuso in quella piccola dichiarazione “l’arte non ha scopo”, buttata nel mezzo di quell’inutile conversazione a due, forse senza neanche volerlo, ma inevitabile, data la banalità con cui tutta l’intervista si sviluppa dall’inizio alla fine. 

Forse l’arte non ha scopo e dovremmo semplicemente limitarci a stilare liste di ciò che ci piace. Saviano (purtroppo?) paga il suo essere stato trasformato in un’icona dell’eroismo, del bene contro il male, l’icona della sinistra ma che ricorda sostanzialmente un mito della destra. Scrive Alessandro Dal Lago: “Il fatto interessante è che la categoria dell’eroismo è storicamente appannaggio della destra romantica (penso a Evola), e questo spiega la fortuna di Saviano tra i seguaci di Fini.”

Le sue posizioni, così, diventano apolitiche, buone per tutti.

Bono Vox ci piace perché piace un po’ a tutti e poi mi ha mandato un messaggio per volermi conoscere. Quando scrivo ascolto musica Hip Hop per darmi ritmo, i tecnici sono meglio dei politici, Monti è un uomo serio e via così fino all’arte non ha scopo.

O forse era un modo raffinato di fare un complimento a Jovanotti. Lorenzo, canta tranquillo, tanto l’arte non ha scopo.