— Raf alla radio; ho richiesto la nazionalità turca
Italian history for dummies
(via catastrofe)
(Quelle: blackblob)
— Benty, su un socialcoso. (via thelastdomino)
(Quelle: friendfeed.com, via blondeinside)
— Un treno per Lima
Il cavaliere nero e il cavaliere bianco
Ti amerò lo stesso
Sabato notte, due tipe ballano accanto alla console del Dj. La gran figa, pettinatura anni ‘30, con il rossetto rosso e la pelle bianca, è accerchiata da diversi maschi alpha. L’amica sua intellettualoide, invece, è sola in un angolo, mentre fissa il bicchiere quasi vuoto, chiedendosi se valga la pena continuare a bere e darsi, così, un’altro giro d’orologio.
Mi avvicino a lei e gentilmente le sussurro: “È difficile uscire con l’amica fregna e tutti i maschi intorno a lei, mentre te, alle 3.45 del mattino, sei ancora da sola con il tuo bicchiere vuoto e la certezza che questa notte non andrai oltre il cesso sbronzo”. Mi fissa per un attimo, mi dice brevemente “du Arsch” (sei uno stronzo, anche se in quel contesto gli ho dato più una sfumatura del tipo “sei una vera merda”) e va via.
Dev’essere stata una di quelle rare donne a cui non piacciono gli uomini sinceri.
— Jalla jalla
Jaco Pastorius - solo
— M29
— Isa
Club des Belugas - Phantastic Philadelphia
Qual è la morale di questa storia?
I giornali lanciano la notizia, Internet la riprende e la rielabora attraverso tre gradi d’interpretazione inutili: quello pseudo-satirico, quello pseudo-intellettuale e quello pseudo. Se raggiunge un certo numero di commenti X, la stessa notizia ritorna sul giornale, come se fosse nuova: un prodotto originale d’Internet. In realtà, la rete, non è altro che l’indotto del giornalismo.
Per aiutarti, tutte le notizie, oggi, ti permettono di lasciare un commento, di condividerla dove vuoi tu e soprattutto, se vai di fretta, di poter esprimere la tua complessa opinione a riguardo, attraverso due pulsanti: verde (mi piace) o rosso (non mi piace).
Voti l’articolo e questo te lo spacciano come una conquista di libertà, una differenza netta rispetto alla Televisione. Anche in Tv puoi votare, ma devi telefonare da casa e ti costa. In Rete ti basta un click, gratis. Così, mentre in TV imprechi da solo contro uno schermo, in Internet puoi condividere i tuoi “sì” e “no” con tanti altri.
La grossa differenza, però, è che in salone, contro la TV, tu hai sempre ragione. Sei l’unico a commentare. In Rete, invece, rischi di scontrarti verbalmente con quelli che la pensano diversamente da te. Questo in teoria, perché alla fine, dato che noi cerchiamo il consenso, mica la comprensione di un fatto, cercheremo dei gruppi di persone che la pensano grosso modo come noi: ci si spalleggia, come in un tutte le comunità, i circoli, i gruppi, i partiti.
In rete siamo così liberi di commentare i programmi televisivi e gli articoli di giornale, con tutti quelli che la pensano esattamente come noi.


